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TRA LE MURA AMICHE COME FUORI

Conquistare l'Olimpico. Quello che può sembrare un paradosso è invece un vero e proprio dato di fatto per Colantuono e i suoi uomini. Avere il pubblico dalla propria parte – e quello granata è il più numeroso della serie cadetta davanti a Cesena e Salernitana – non sempre si rivela un vantaggio. I numeri, d'altronde, parlano chiaro: su 13 partite disputate tra le mura amiche, solo 4 sono state le vittorie del Toro, 4 i pareggi e ben 5 le sconfitte.Unica squadra ad aver fatto peggio: il Vicenza. Un ruolino di marcia da zona retrocessione, altro che promozione.In trasferta invece lo score è decisamente importante. Anzi, è il migliore della categoria insieme alla rivelazione Sassuolo: su 14 match ben 6 sono stati quelli vinti, con 4 pari e altrettanti ko. Una marcia, in questo caso, da solida aspirante alla serie A. In linea con la cavalcata da record che l'attuale mister granata seppe percorrere nella splendida stagione a Perugia. E'quindi tempo di riequilibrare, ovviamente in positivo, le due strade separate di questo Torino. L'ex stadio Comunale deve finire di essere considerato un tabù, soprattutto ora che i tifosi hanno ripreso a sostenere a gran voce la squadra nonostante le clamorose (ma veritiere?) esternazioni del Presidente Cairo. Le cause della debolezza interna? Molte. Intanto in casa le pressioni sono notevolmente maggiori e ogni errore commesso rischia di essere evidenziato da un sonoro mormorio della folla, che vorrebbe vedere la squadra vincere ogni partita della serie B. Lontano da Torino invece, puoi permetterti anche qualche strafalcione senza che nessuno – al di fuori dell'allenatore – ti contesti alcunchè. Inoltre, davanti ai tuoi fans, sei quasi obbligato a dover ‘fare' la partita, avendo però il limitato supporto di una squadra che non ha ancora assimilato certi meccanismi dopo la grande ‘rivoluzione' di gennaio (a dire il vero neanche prima) ed esponendoti al rischio delle fulminanti ripartenze avversarie.In giro per l'Italia, invece, stai tranquillamente sulle tue affidandoti all'estro di due talenti come Gasbarroni o Leon e al fiuto del gol di quel bomber di razza di nome Bianchi. Esemplare, al riguardo, l'ultimo blitz in quel di Padova.

 

 

 

 

 

 

 

 

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