CAIRO RIDE: RIVOLUZIONE A COSTO ZERO
Rivoluzione doveva essere e rivoluzione è stata. Era necessario spalancare le finestre, cambiare completamente aria nel putrido ambiente dello spogliatoio granata.E il direttore sportivo Gianluca Petrachi l'ha fatto. Bene o male lo dirà la piccola storia di questo campionato, con il Torino impegnato in una difficile - ma non certo impossibile, vista la scarsa qualità media della serie B – rimonta per agganciare almeno il sesto posto valido per i play off. Troppi erano i calciatori ormai assolutamente fuori contesto: scontenti, senza più voglia di lottare, 'ribelli', minacciati dai tifosi. E chi più ne ha più ne metta. Così è arrivato il tornado Petrachi ed ha fatto piazza pulita. Ventuno operazioni a tempo di record: nove partenze e dodici arrivi, con un bilancio economico finale chiuso praticamente in pareggio. Per l'estrema felicità di Cairo, il quale, sempre attento a certi discorsi, aveva comunque promesso di investire nel mercato di riparazione. Il suo dirigente lo ha giustificato affermando che il Presidente non ha speso perchè non c'era bisogno di spendere. Sarà vero? Di sicuro senza denari non si comprano campioni (ma questo sarebbe troppo): al massimo porti a casa calciatori affamati (quattro sono provenienti dalla ex serie C) e bisognosi di riscatto (e di essere riscattati visto che su dodici arrivi nove sono i prestiti, uno è svincolato e solo due sono le comproprietà). Sarebbe già grasso che cola se Petrachi avesse scelto, in questo senso, le pedine giuste al posto giusto ("La squadra, d'ora in poi, lotterà sempre" ha affermato convinto). Anche perchè, se il Torino a livello di qualità ha giocoforza lasciato qualcosa per strada (un Di Michele in questo senso, non lo trovi tutti i giorni) la squadra granata resta sempre un gradino sopra a quasi tutte le dirette concorrenti per la scalata alla serie A. I vari Sereni, Loria, Genevier, Gasbarroni, Leon, Bianchi, Pià non sono sicuramente fuoriclasse ma comunque elementi in grado di ben figurare – nella squadra giusta - anche in serie A. Quante altre squadre possono vantare altrettanta abbondanza? Dalla loro tecnica e dagli attributi che dovranno mostrare i cosiddetti nuovi 'manovali' dovrà arrivare la spinta decisiva per la promozione. Altrimenti il progetto Cairo sarà ancora una volta fallito. E Petrachi potrà – giustamente – obiettare di aver fatto di necessità virtù. Senza paura di smentita. Se invece le cose andranno per il verso giusto ad uscire vincitore sarà comunque l'ex dirigente pisano, abile a scovare calciatori affamati ed a equilibrare bilanci.