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L'EDITORIALE DEL DIRETTORE

A un passo da una stagione trionfale per il Toro e per la città intera.
Perché l’accoppiata scudetto (Juve) e promozione (Toro) a distanza di pochi giorni sta rendendo nuovamente grande la Mole calcistica. Mentre scriviamo non sappiamo ancora quale sarà il giudizio definitivo sul caso ‘black-out Padova’ ma in ogni caso gli uomini di Ventura non dovrebbero faticare troppo a racimolare i due punti che mancano alla conquista della tanto sospirata serie A.
Già contro il Modena, in un Olimpico strapieno, l’obiettivo è chiaramente alla portata. Tre anni di sofferenze, ora si riapriranno le porte del Paradiso per il popolo granata. Viene da dire: era ora. Tornerà il derby e con esso i sentimenti, il calore, il colore e la carica elettrica che la stracittadina sa regalare in quantità industriale. Torino è stata culla (ed Università, come ha scritto Bernardi in questo numero) del calcio e sta riavendo, grazie alle sue due squadre, un ruolo di primo piano.
Cerchiamo tutti di esserne veramente all’altezza. E non solo a parole. La scelta di non spostare la partita con il Modena, operata da Prefetto e Questore ci lascia perplessi. Era davvero impossibile evitare la possibile concomitanza di festeggiamenti tra ‘cugini’? Sappiamo che i delinquenti, in entrambe le tifoserie, sono pochi. E comunque meno che in altre città italiane. Ma esistono. Speriamo quindi che tutto fili liscio. Altrimenti qualcuno, non solo gli eventuali teppisti, dovrà risponderne

Roberto Grossi


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